Farsi citare da Google AI Overview: la verifica che faccio per prima, e si fa con curl

Quando qualcuno mi chiede perché una pagina non viene mai citata nelle risposte generative, la prima cosa che faccio non è aprire un tool SEO. Apro un terminale e scarico la pagina senza eseguire JavaScript. Nella metà dei casi la discussione finisce lì.
TL;DR
- Molti crawler — classici e di AI — non eseguono il JavaScript, o lo fanno in un secondo momento e non sempre.
- Si verifica con un comando, in dieci secondi, e non serve nessuno strumento a pagamento.
- Le altre cose (struttura, risposta diretta, dati strutturati) contano, ma dopo: se il testo non c'è, non c'è niente da strutturare.
- Attenzione alle certezze: su cosa faccia davvero scegliere una fonte a un sistema generativo, nessuno ha i numeri. Chi te li dà, se li è inventati.
La verifica, per intero
curl -sL https://tuosito.it/pagina | sed 's/<[^>]*>/ /g' | tr -s ' ' | head -40
Scarica la pagina come la riceve un crawler che non apre un browser, toglie i tag e ti mostra le prime righe di testo. Due esiti:
- Vedi il tuo contenuto. Bene, il problema è altrove.
- Vedi tre parole e un menu. Allora la tua pagina, per chi non esegue JavaScript, è bianca — e tutto il lavoro sulle parole chiave è stato fatto su qualcosa che quel lettore non ha mai visto.
Vale la pena provarlo anche su una pagina che credi a posto. Le sorprese più comuni sono le sezioni che si caricano scorrendo, le FAQ dentro un accordion montato lato client, e le tabelle costruite da uno script.
Il secondo controllo: la risposta sta in alto?
Un sistema generativo che sintetizza una risposta ha bisogno di trovarla, non di dedurla. Se la tua pagina mette la risposta al terzo paragrafo dopo l'introduzione sul «mondo che cambia», stai chiedendo un lavoro in più a qualcosa che ha venti fonti fra cui scegliere.
La prova è banale: leggi le prime tre frasi a freddo. Se dopo quelle non sai ancora la risposta alla domanda del titolo, l'ordine è sbagliato.
Il terzo: una domanda per pagina
Una pagina che risponde a cinque domande non ne vince nessuna. È il consiglio più vecchio della SEO ed è sopravvissuto intatto al passaggio ai sistemi generativi, per una ragione semplice: una citazione punta a un indirizzo, e quell'indirizzo o risponde o non risponde.
Quello che si può misurare, e quello che no
| Si può misurare | Si può solo supporre |
|---|---|
| Il testo c'è senza JavaScript | Quanto pesa la velocità nella scelta delle fonti |
| I dati strutturati sono validi | Se l'autore dichiarato conti davvero |
| La risposta sta nelle prime righe | Perché oggi ti citano e domani no |
| La pagina è indicizzata | Quanto durerà questa regola |
Sulla colonna di sinistra si lavora. Sulla destra si fanno ipotesi, e vale la pena dirlo invece di travestirle da metodo: a oggi Google non ha pubblicato alcun criterio su cosa faccia selezionare una fonte per il riquadro generativo. Chi ti vende un servizio con una percentuale di successo sta vendendo una percentuale inventata.
Questo non vuol dire che non si possa fare niente. Vuol dire che si fanno le cose che sono comunque giuste — il contenuto raggiungibile, la risposta in alto, i dati strutturati corretti — e si misura quello che si vede: le impression, le citazioni, il traffico.
L'errore che trovo più spesso, e non è tecnico
Pagine perfette che nessuno ha mai linkato. Un documento che non è raggiungibile da nessun'altra pagina del sito non viene scoperto, e un contenuto non scoperto non ha una qualità: non esiste.
L'ho visto in modo netto su un sito di cui seguo i dati: venticinque pagine pubblicate, tre indicizzate, diciannove che Google dichiarava di non conoscere affatto. Non era un problema di contenuti — era che nessuna pagina già indicizzata puntava alle altre. Si è risolto con un indice interno, non con una riscrittura.
FAQ
Posso forzare la comparsa in AI Overview?
No, e nemmeno renderla probabile in modo misurabile. Puoi rendere la pagina leggibile, diretta e raggiungibile: sono le tre cose che servono comunque.
I Core Web Vitals contano per le risposte generative?
Non lo sa nessuno pubblicamente, e chi afferma di sì sta estendendo per analogia quello che vale per la ricerca classica. Una pagina lenta è un problema per i visitatori: quello è già un motivo sufficiente per sistemarla, senza doverci attaccare una promessa.
Lunghezza ideale?
Quella che serve a rispondere. Un pezzo da ottocento parole che risponde batte duemila parole che girano intorno — anche perché un sistema che sintetizza deve trovare la frase, non sfogliare.
Serve llms.txt?
È una proposta, non uno standard adottato. Ne ho scritto senza entusiasmo qui: llms.txt serve davvero?.
Se vuoi che guardiamo la tua situazione con i numeri in mano, c'è il servizio SEO, GEO & MarTech. Per il ragionamento strategico invece che per la checklist, continua con perché la SEO sta diventando GEO.
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