Il "DDL IA" non esiste più: è la Legge 132/2025, ed è già in vigore
Se stai cercando informazioni sul "disegno di legge sull'intelligenza artificiale", stai cercando una cosa che è già legge. La Legge 23 settembre 2025 n. 132 è in vigore dal 10 ottobre 2025. Ecco cosa dice, cosa manca ancora, e cosa cambia — davvero — per la tua impresa.
Contenuto verificato al 13 luglio 2026
Da disegno di legge a legge dello Stato
Il testo che per due anni è circolato come "DDL IA" è stato approvato definitivamente ed è diventato la Legge 23 settembre 2025 n. 132, entrata in vigore il 10 ottobre 2025. È il primo quadro nazionale organico sull'intelligenza artificiale, costruito per operare in armonia con l'AI Act europeo.
Buona parte dei contenuti che si trovano ancora in rete descrivono la versione in discussione, con articoli e numerazioni che non corrispondono più al testo vigente. È il motivo per cui questa pagina esiste.
Cosa fa la Legge 132/2025
Non sostituisce l'AI Act e non ne duplica gli obblighi: il Regolamento europeo è direttamente applicabile e resta la fonte degli obblighi tecnici. La legge nazionale costruisce il quadro attorno: principi, competenze, settori, deleghe.
- Principi generali: centralità della persona, trasparenza, tracciabilità, sicurezza, tutela dei dati; l'AI come strumento e non come sostituto della decisione umana.
- Regole di settore: sanità, lavoro, pubblica amministrazione, giustizia, professioni intellettuali. Nel lavoro, in particolare, l'uso di sistemi di AI va comunicato ai lavoratori.
- Autorità nazionali: AgID e ACN, ciascuna per le proprie competenze, come autorità per l'intelligenza artificiale.
- Tutela del diritto d'autore e norme penali: viene introdotta una fattispecie specifica per la diffusione illecita di contenuti generati o alterati con l'AI (i cosiddetti deepfake).
- Deleghe al Governo per l'adozione di decreti legislativi di adeguamento della disciplina nazionale.
Cosa manca ancora: i decreti attuativi
La legge è in vigore, ma una parte della sua sostanza operativa è affidata a decreti legislativi che il Governo deve ancora adottare. I primi schemi sono stati approvati in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri nel giugno 2026; le deleghe scadono il 10 ottobre 2026.
Significa che tra oggi e l'autunno il quadro nazionale continuerà a muoversi. Vale la pena tenerlo d'occhio — ma vale ancora di più non usarlo come scusa per rimandare: gli obblighi che scadono il 2 agosto 2026 non sono nella legge italiana, sono nel Regolamento europeo, e sono già scritti.
L'obbligo concreto e datato che riguarda la tua impresa non arriva dalla Legge 132/2025. Arriva dall'articolo 50 dell'AI Act, e non aspetta i decreti.
Cosa cambia, oggi, per un'impresa
Per la stragrande maggioranza delle PMI: poco, in termini di adempimenti immediati. La legge nazionale conta soprattutto per chi opera nella sanità, nella PA, nelle professioni intellettuali e per chi ha lavoratori il cui lavoro è organizzato o valutato con sistemi di AI — lì gli obblighi di informazione e trasparenza verso i lavoratori sono attuali.
Per tutti gli altri, il lavoro da fare entro l'estate è quello dell'AI Act: rendere riconoscibile l'assistente virtuale, marcare i contenuti generati, formare il personale. Chi lo fa, si trova già allineato anche a ciò che la legge nazionale chiederà.
Domande frequenti
La legge italiana sostituisce l'AI Act?
- No. Il Regolamento (UE) 2024/1689 è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri: non ha bisogno di essere recepito e non può essere derogato. La Legge 132/2025 lo affianca, disciplinando ciò che il Regolamento lascia agli Stati (autorità, settori, sanzioni penali, promozione degli investimenti).
La Legge 132/2025 introduce nuovi obblighi per il mio chatbot?
- Non obblighi tecnici nuovi: quelli sul chatbot restano quelli dell'articolo 50 dell'AI Act. La legge nazionale rileva su altri fronti, in particolare l'informazione ai lavoratori quando l'AI è usata nell'organizzazione del lavoro, e le regole di settore.
Devo aspettare i decreti attuativi per muovermi?
- No, e sarebbe un errore. Le scadenze operative che riguardano un'impresa con un assistente virtuale sono già fissate dal Regolamento europeo: 2 agosto 2026 per la trasparenza. I decreti nazionali possono aggiungere, non tolgono nulla di ciò che è già dovuto.
Quello che scade davvero è l'articolo 50
Mentre il quadro nazionale si completa, l'obbligo europeo ha una data. Verifica in un minuto se il tuo assistente virtuale la rispetta.
Verifica il tuo chatbotFonti
Questa pagina ha finalità informativa e non costituisce un parere legale. Fa fede il testo del Regolamento (UE) 2024/1689 e della Legge 23 settembre 2025 n. 132. Siamo ingegneri: sappiamo come si implementa la trasparenza in un sistema di AI, non sostituiamo il tuo avvocato. Per i casi dubbi, rivolgiti a un professionista abilitato.