AI literacy: l'obbligo di formazione dell'articolo 4 è già in vigore
Mentre tutti guardano al 2 agosto 2026, c'è un obbligo dell'AI Act che è in vigore dal 2 febbraio 2025 e che quasi nessuna impresa italiana è in grado di dimostrare: formare il personale che usa l'intelligenza artificiale.
Contenuto verificato al 13 luglio 2026
Cosa dice l'articolo 4
I fornitori e i deployer di sistemi di AI adottano misure per garantire, nella misura del possibile, un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale del proprio personale e delle altre persone che si occupano del funzionamento e dell'utilizzo dei sistemi di AI per loro conto — tenendo conto delle loro conoscenze tecniche, della loro esperienza, della loro formazione e del contesto in cui i sistemi sono destinati a essere usati.
Nota chi è il soggetto: non solo chi sviluppa l'AI, ma anche chi la usa. Un'impresa i cui addetti al servizio clienti lavorano con un assistente AI rientra pienamente. Un'impresa il cui ufficio marketing genera testi con un modello linguistico, pure.
Perché è l'obbligo più trascurato
Perché non ha una data di scadenza appariscente: è entrato in vigore in sordina, insieme al divieto delle pratiche vietate, e non ha fatto notizia. E perché è formulato in modo elastico — "nella misura del possibile", "livello sufficiente" — il che ha convinto molti che fosse una raccomandazione.
Non lo è. È un obbligo, ed è un obbligo di risultato dimostrabile: la domanda che ti verrà fatta non è "avete fatto formazione?", ma "mostratemi cosa avete fatto".
Un obbligo elastico non è un obbligo debole: è un obbligo che devi essere tu a riempire di contenuto, e a documentare.
Cosa vuol dire "livello sufficiente"
La norma non fissa un monte ore né un programma. Fissa un criterio: il livello dev'essere proporzionato al ruolo della persona, al rischio del sistema e al contesto d'uso. Chi configura le istruzioni di un chatbot ha bisogno di sapere cose che a chi lo usa per rispondere ai clienti non servono, e viceversa.
- Chi usa l'AI ogni giorno deve sapere cosa il sistema può e non può fare, dove sbaglia tipicamente, e quando non fidarsi dell'output.
- Chi la configura deve conoscere gli obblighi che gravano sull'impresa e come le proprie scelte li rispettano o li violano.
- Chi decide deve saper classificare i rischi e sapere quali usi sono vietati dall'articolo 5.
- Tutti devono sapere cosa non va messo dentro un sistema di AI: dati personali di terzi, segreti industriali, informazioni riservate dei clienti.
Come si dimostra
Con tre cose, e nessuna delle tre è la formazione in sé: un programma scritto (chi forma chi, su cosa, con quale frequenza), un registro delle sessioni erogate (data, partecipanti, contenuti, durata) e gli attestati individuali.
È l'unica parte che si vede dall'esterno. Una formazione fatta bene ma non registrata, davanti a un'autorità, vale quanto una formazione mai fatta.
La formazione è finanziabile col voucher camerale
Le spese di formazione del personale sono una voce ammessa dai bandi Voucher Doppia Transizione delle Camere di commercio, dove la Camera ha aderito. È una delle poche occasioni in cui un obbligo di legge coincide con una spesa che qualcuno cofinanzia. Percentuali di contributo e massimali cambiano da Camera a Camera: fa fede il bando della tua Camera di commercio.
Attenzione a un punto che fa la differenza: per le voci di consulenza e formazione, quasi tutti i bandi ammettono solo un elenco chiuso di categorie di fornitori qualificati — tra le quali figurano, esplicitamente, le start-up innovative. Non è un requisito che un fornitore di software qualunque soddisfa.
Domande frequenti
Quante ore di formazione servono?
- La norma non lo dice, e diffidare di chi ti dà un numero secco è una buona regola. Il criterio è la proporzionalità al ruolo e al rischio. Per una PMI con un chatbot sul sito e qualche strumento generativo in azienda, un programma serio si struttura su poche ore differenziate per ruolo, ripetute quando il sistema cambia.
Posso formare il personale internamente?
- Sì. L'articolo 4 non impone un ente esterno: impone un risultato e la capacità di dimostrarlo. Il punto non è chi tiene la lezione, è che esistano un programma, un registro e degli attestati. Se però vuoi finanziare la formazione con un voucher camerale, allora sì: quasi tutti i bandi richiedono che a erogarla sia un fornitore qualificato.
Serve anche se usiamo solo ChatGPT per scrivere le email?
- Sì, e anzi è il caso più tipico. Il personale che usa un modello generativo per lavoro è personale che si occupa dell'utilizzo di sistemi di AI per conto dell'impresa. La formazione, in quel caso, riguarda soprattutto cosa non mettere nel prompt e come non fidarsi ciecamente dell'output.
Il corso di AI literacy
Programma differenziato per ruolo, registro delle sessioni e attestati — cioè le tre cose che rendono l'articolo 4 dimostrabile. Erogato da ShopBrain SRL, start-up innovativa iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese.
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